sabato 18 settembre 2021

Nessun titolo

Butto giù due righe dopo non so più quanto tempo ormai. Però non so se riuscirò ad esprimere a fondo il mio pensiero perché si sa, il pensiero è infinito ma le parole sono limitate. Ci provo. Rimpiango i miei anni passati, quando ogni difficoltà la risolvevi abbandonando il progetto o il fidanzato o un sogno e cambiavi subito vita con uno schiocco delle dita. Bei tempi. Se avessi una figlia le direi: non ti sposare mai e non fare figli perché entrambe le cose ti portano a dover rinunciare alla libertà, appunto quella libertà di cui godevi da ragazza: lasciare, cambiare, stravolgere per poi ottenere immediatamente quella felicità che desideri! È quella la vera libertà! 

La libertà perduta per sempre! 

martedì 18 dicembre 2018

L’immaturo


Sarà ma a me l’uomo immaturo non ha mai suscitato emozioni di alcun tipo nè tantomeno infatuazioni particolari. Ricordo che sin da bambina ero attratta da amichetti per cosi dire timidi. Più erano timidi e riservati e chiusi più attiravano la mia attenzione e non sono mai cambiata. I miei gusti sono rimasti gli stessi di una volta.  Il caso però ha voluto che proprio gli uomini più importanti nella mia vita hanno avuto un carattere diametralmente opposto alle mie aspettative. A dire la verità il mio destino ha sempre viaggiato  nella direzione opposta a quelli che sono i miei desideri. È come se una strana forza esteriore si opponesse continuamente tutte le volte che esprimo un desiderio importante. 
Chiamiamola con il suo nome: sfiga! Ecco io sono stalkerata dalla sfiga! 

Ma torniamo all’argomento iniziale, l’uomo immaturo.  È un essere totalmente egoista, sempre teso a soddisfare il suo ego e bisognoso di continue attenzioni da parte della gente.  Ama essere acclamato bramato adulato .  Ecco, da quel tipo di uomo io starei volentieri alla larga.. già .. ma come dicevo poc’anzi tutto ciò che desidero non si avvera. 

lunedì 6 novembre 2017

Maschere

Maschere
Maschere, solo gente che cammina con le maschere; maschere che sorridono, maschere ossequiose, rispettose. Io stessa indosso la mia maschera d’occasione. Si, “d’occasione”.. perché per ogni circostanza ci vuole la giusta maschera da indossare; mostrare.. si deve mostrare qualcosa che altri vorrebbero vedere. 
Innamoràti con indosso la maschera che fa sentire l’altro amato o amata... è un compiacere l’altro, un compiacersi ma non <amarsi>... l’amicizia è un compiacere l’altro ma non se stessi. Le relazioni, di qualsiasi tipo esse siano, sono fasulle, sono illusorie. Non siamo mai noi stessi quando siamo con gli altri! Mai! Siamo solo finzione, siamo solo  maschere. 

Alla prossima. 

martedì 6 settembre 2016

You Could Be Inhaling Chemically-Laden Microplastic Particles

Microplastics, the scourge of beaches, oceans, waterways and aquatic life worldwide, might also be polluting the air we breathe, according to environmental health experts. 


“There is a possibility, a real possibility, that some of those microparticles will be entrained into the air, and they will be carried around and we will end up breathing them,” said Frank Kelly, a researcher and professor of environmental health at King’s College, at an evidence session at the House of Commons Environmental Audit Committee (EAC) in the UK.
According to The Guardian, Kelly said the microplastics could enter the air after sewage sludge is spread on fields and dries out. 
“This is a horizon-scanning issue but the particles are of a size that they are [breathable], they are increasing in number in our environment and there is a question to be asked,” Kelly added. 
Microplastics, or microbeads, are plastic particles with an upper size limit of 5 mm and are found in facial cleansers, toothpastes or disintegrate from larger pieces of plastic or synthetic clothing. These pieces are often too small to be filtered by sewage treatment plants so they get released into bodies of water where they are accidentally consumed by fish, birds or sea mammals.
 of the 5 Gyres Institute also wrote that massive clouds of microplastics are emanating from the five subtropical gyres, with an estimated 269,000 tons of plastic from 5.25 trillion particles. Alarmingly, as Eriksen pointed out, about 92 percent of that plastic is microplastic.
The tiny plastic is being eaten by zooplankton, the foundation of the marine food system, meaning it eventually makes it all the way up the ocean food chain. Because humans eat fish and other seafood it can end up in our bodies as well.
“[Microplastics] have the potential to cause physical and chemical harm, as demonstrated by laboratory studies,” Kelly and his colleague Dr. Stephanie Wright said in a written statement. “They now present a human health risk, mainly due to their occurrence in dietary sources.”
Plastics are known to leach potentially harmful chemicals that could interfere with human hormones.

sabato 11 giugno 2016

Di mamma ce n'è una sola?

Di mamma ce n'è una sola, dicono..
Io dico: di mamme ce ne sono tante, con tanti volti, sfaccettature e tipologie. A volte una mamma può assumere mille sembianze, mille facce. Specie nel rapporto con i propri figli.
Non tutte le donne hanno quella dote naturale che permette loro di comportarsi da brave madri. L' istinto materno prevede una naturale propensione all' amore verso il proprio figlio-a, una piena disponibilità nei suoi confronti, sentimento questo che dovrebbe essere naturale.  Ahimè molte mamme purtroppo scambiano questo tipo amore in  due tipi di sentimento: possesso o addirittura competizione. Generalmente prova un sentimento di possesso verso il proprio figlio maschio e ahimè competizione e gelosia nei confronti della figlia femmina.
Alcune mamme usano, a volte inconsciamente, una sorta di pressione psicologica nei confronti dei figli, che rasenta addirittura il patologico. Questo spiega l'atteggiamento deviato di molti ragazzi e ragazze tanto che spesso questi ultimi trovano difficoltà a spiegarsi molti dei loro stessi comportamenti.
Le mamme hanno una enorme responsabilità nell' accrescimento psicologico dei propri figli.
Alla prossima.
Ciao.

domenica 1 maggio 2016

Disturbi del nervo vago

Un disallineamento dell'Atlante è in grado di comprimere fasci nervosi e avere quindi ripercussioni negative sulla loro funzionalità.

Proprio come, stringendo il cavo dell'antenna con una pinza, non riesci più a vedere una trasmissione televisiva, allo stesso modo, gli impulsi elettrici che transitano nel sistema nervoso, possono venire disturbati e indeboliti o mancare del tutto.
Il nevo vago risulta essere particolarmente colpito da un disallineamento dell'Atlante, la compressione di questo nervo può causare i cosiddetti "sintomi vagali".
L' importanza del nervo vago: Il nervo vago, che fa parte del sistema nervoso autonomo, è il decimo nervo cranico, si tratta del più lungo, importante e ramificato nervo cranico del sistema nervoso parasimpatico.
Il nervo vago regola le funzioni di quasi tutti gli organi interni; esso innerva la laringe, la faringe, la parte alta dell'esofago, una parte dell'apparato esterno dell'udito, il cuore, i polmoni, lo stomaco e l'intestino.
FUNZIONI
  • stimola la produzione dell'acido gastrico
  • controlla i movimenti intestinali nella fase digestiva (peristalsi)
  • regola l'appetito
  • partecipa alla regolazione dell'umore
  • partecipa alla regolazione del ritmo cardiaco
  • regola la sudorazione
  • Sintomi da compressione del nervo vago
           nausea
           
      acidità di stomaco
           vertigini
           rossore del viso
           tachicardia
           rigidità del collo
           dolore cervicale
           mal di testa
           sindrome di Ménière
           difficoltà di deglutizione
           sensazione di nodo alla gola
           sudorazione eccessiva
           insonnia
           mani o piedi freddi
           battito cardiaco irregolare o accelerato
           stipsi cronica
           diarrea immotivata
           problemi alla tiroide
           insensibilità o formicolio unilaterale del cuoio capelluto

       La letteratura medica ci insegna che il nervo vago può essere la causa dell'acidità di stomaco, ma il medico preferisce somministrare farmaci antiacidi piuttosto che porre l'attenzione sul problema vagale.
      Con il metodo ATLANTOtec si ha ora la possibilità di ridurre, o di eliminare definitivamente, eventuali compressioni sul nervo vago. Le persone che si sono sottoposte al trattamento, raccontano di avere osservato profonde e significative ripercussioni positive sui vari sistemi del loro corpo.

mercoledì 13 aprile 2016

Cambiare il colore degli occhi con la dieta


A molti sembrerà strano ma una semplice variazione della propria dieta può portare ad una variazione del colore dell' iride dei nostri occhi.
E' risaputo ormai che i nostri occhi sono lo specchio dell' anima.   Il  Dr. Robert Morse, famoso guaritore americano, specialista di disintossicazione,  autore del libro The Detox Miracle – Guida Completa, afferma che con la dieta crudista si ha un tasso di guarigione dell’85% , con questo metodo egli è riuscito a curare oltre 250.000 pazienti. 
"Cambiando la propria dieta - afferma - sono riuscito a curare molte malattie incurabili. Le tossine e cibi non salutari che spesso si mangiano, possono essere viste nel nostro corpo attraverso i nostri occhi." 
Quando si cambia dieta tutti i problemi di salute scompaiono. Non cambia solo il colore, ma le fibre dell’iride e la lacuna (mancanza di alcune aree dell' iride che indicano debolezza) negli occhi scompare completamente; così come i pigmenti (macchie dovute alle tossine) o le lunette di Gerontoxon (anelli biancastri composti da lipidi, tipico problema dell' età senile), migliorano visibilmente.
 Se qualcuno è in sovrappeso e ha gli occhi azzurri non significa che sia necessariamente in buona salute. Non è solo il colore, ma la struttura delle fibre che va valutata. A volte in alcune aree di un occhio si può notare un rivestimento giallastro che può indicare i livelli di acido solforico nel corpo e il livello di acidità negli organi e ghiandole. In alcune, questo colore giallo copre tutta l’iride, facendo apparire un occhio come marrone o nocciola, quando il vero colore sotto è verde o blu.”
Provare per credere!


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sabato 9 aprile 2016

Melatonina. Un antiossidante naturale.

Wikipedia insegna che la melatonina, chimicamente N-acetil-5-metossitriptammina, è una sostanza prodotta dalla ghiandola pineale (o epifisi), ghiandola posta alla base del cervello. Agisce sull'ipotalamo e ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia. Oltre che negli esseri umani essa è prodotta anche da animali, piante e microorganismi
Non è un ormone perchè:
  • è secreta anche da altri organi (quali ipofisitiroidesurrenaligonadi) e non solo dalla pineale;
  • se si asporta la ghiandola pineale, la melatonina circolante non scompare, come invece accade quando sono rimosse le ghiandole endocrine.
  • non c' è nessun fattore di rilascio per la melatonina;
  • gli effetti da sovradosaggio sono pressoché nulli.

La melatonina viene sintetizzata in assenza di luce dalla ghiandola pineale; con la comparsa dell'oscurità le sue concentrazioni nel sangue aumentano rapidamente e raggiungono il massimo tra le 2 e le 4 di notte per poi ridursi gradualmente al mattino. 
Per quanto riguarda gli effetti collaterali, si possono annoverare alcuni, ad esempio: 
aumenta i livelli dell' ormone della crescita, diminuisce il livello di testosterone e quindi la libido, infine potrebbe inibire l' ovulazione nella donna.
Sarebbe comunque opportuno non aumentare mai la dose di 5 mg. al giorno.

Personalmente sento di consigliarla alle donne che hanno superato i 50 anni, periodo in cui si sentono i primi disturbi della pre-menopausa come il ritmo sonno veglia, dunque è utile per combattere l' insonnia; inoltre è un ottimo coadiuvante dei prodotti di bellezza, perchè dopo un sonno ristoratore, al mattino, ci si sveglia con la pelle decisamente più levigata.

Consiglio questo prodotto:

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Alla prossima. 
Ciao :) 

venerdì 26 febbraio 2016

Figli


Si sa i figli so' piezz e' cor', (pezzi del nostro cuore), non solo quando sono piccoli ma sempre. Tendiamo a viziarli e vorremmo tenerli sempre accanto. Purtroppo o per fortuna non è così. Quando arrivano ad un' età in cui potrebbero cavarsela da soli, è necessario lasciarli andare, anche se a malincuore. I figli maschi in particolar modo preferiscono rimanere a casa della mammina più a lungo rispetto alle femminucce, si sa. Ed è qui che il cuore di mamma deve farsi violenza e resistere alla tentazione di accontentarlo. Arriva quel momento in cui la madre che ha il potere, la coscienza e la maturità per farlo, deve cominciare lentamente a sganciare il proprio figliolo, limitando tutte quelle attenzioni che lo desistono dall' andare via di casa.  Ella deve essere più dura, meno presente, meno pronta alle sue continue richieste favorendo così lo sviluppo della sua autonomia. Questo atteggiamento gioverà sia alla mamma che al figlio: la mamma riacquisterà la sua tanto agognata libertà che ormai credeva perduta per sempre e il figlio vedrà, come d' incanto, crescere il suo senso di  autonomia che pregusterà, piano piano come una positiva novità.
Più facile a dirsi che a farsi ma è necessario, assolutamente necessario e  indispensabile.
Alla prossima.
Ciao.

domenica 21 febbraio 2016

Il matrimonio


Quando due persone decidono di sposarsi sono o meglio dovrebbero essere consapevoli di fare una scelta piuttosto impegnativa. Scelgono di amarsi, sì, ma anche di rinunciare. Perché volenti o nolenti a qualcosa si deve rinunciare, specie se la coppia mette al mondo uno o più figli. Rinuncia. Questo è il punto focale della discussione. Si, perché se a rinunciare è solo uno dei due, allora il matrimonio viene vissuto diciamo negativamente solo da una persona. Se l' altro non conosce la parola  'rinuncia' e continua a comportarsi come se fosse ancora single, bè qui c'è qualcosa che non va, manca l'equilibrio, non c'è equità! La domanda è: può un simile matrimonio reggere a lungo? Quanto tempo potrà sopportare  tutto questo, la 'dolce metà' che sta rinunciando ai propri spazi, alla propria libertà? Poco, si risponderebbe! Eh, in teoria sì ma in pratica chi si sacrifica è spesso la persona più debole, colei o colui che non ha i mezzi per fare una scelta che gioverebbe alla sua anima, cioè mollare. La persona che non rinuncia, naturalmente vive la sua condizione con assoluta tranquillità e per giunta è convinto che tutto vada liscio, che la vita è bella e che senza dubbio tutto puó continuare come prima, come sempre.
Eh no! Purtroppo non sempre le cose vanno come le immaginiamo..
Alla prossima.
Ciao.

domenica 14 febbraio 2016

Essere in ombra



Cosa significa essere l' ombra di qualcuno?!
Una persona in vista, amata dalla maggior parte delle persone conosciute e non,  vicine e non, se non è sola, ha accanto una persona, la sua metà.
La sua ombra appunto.
Il ruolo della persona ombra è quello di sostenere e amare fino all' adorazione il soggetto in vista.  Un atteggiamento di vero e proprio trasporto emotivo incomprensibile e inspiegabile.
Ma tra l'uno e l' altro si percepisce una velata sensazione di vuoto e di punti interrogativi: qual è il sentimento che spinge l'ombra a comportarsi come zerbino nei confronti del suo "superiore"?! Si potrebbe ipotizzare una innata tendenza alla sottomissione, una sorta di masochismo nascosto che nemmeno il soggetto in questione sa riconoscere, nemmeno se prova a scrutare  nei meandri della propria coscienza.
Ma potrebbe anche non trattarsi di sottomissione, la vedrei piuttosto come una specie di accettazione passiva della situazione piombata senza preavviso, una di quelle situazioni improvvise che si creano nel corso della vita alle quali non si è preparati.
Allora si vengono a creare due tipi di situazioni, il personaggio in vista, soddisfatto della propria condizione è felice, pienamente convinto del sostegno incondizionato che la propria metà gli sta dimostrando; lo zerbino invece, comportandosi così, dentro di sè è conscio del suo stato, non lo accetta ma continua per inerzia, appunto, a compiacere l'altro.
Si viene così a creare un vortice dal quale nessuno dei due riesce ad uscire per evitare incomprensioni o delusioni che potrebbero incrinare il rapporto di pseudo armonia creatosi.
E si va avanti in questo modo senza chiedersi perché, come se tutto fosse normale.
Alla prossima.
Ciao.

mercoledì 13 gennaio 2016

Una sana risata

Una sana risata.
Proprio oggi con mio figlio ricordavamo il mio percorso diciamo così pseudo professionale. Pseudo perchè non è esattamente una professione ma un hobby che aveva la pretesa di diventare una professione e perchè no, magari anche un successo. I miei tentativi di emergere in ogni campo sono inesorabilmente falliti e ridere su questo è davvero una gran cosa! Invece di piangermi addosso ricordando costantemente a me stessa quanto io sia sfigata tutte le volte che con tutta la mia anima tento di imbattermi in un' esperienza che son sicura che mi potrebbe gratificare, io rido e mi prendo anche in giro! Oggi con mio figlio abbiamo riso talmente forte che le lacrime si sprecavano; son sicura di aver contribuito a migliorare i suoi sintomi influenzali.. perchè, si sa, una risata allunga la vita :)
Incredibile! Tutte le volte che pensavo, ecco questa è l'occasione, il trampolino di lancio, dopo poco tempo come d' incanto spariva: il video su Youtube dove ho prestato la mia voce per una poesia, dopo 337 visualizzazioni si è bloccato e da un anno a questa parte il canale è addirittura sparito. Poi mi si offre l' occasione di una piccola parte in una serie televisiva, giriamo le scene, io con l' entusiasmo alle stelle, dopo qualche mese scopro che il film è stato montato malissimo, si è venduto giusto fra i fedeli del Santuario della Madonna del Divino Amore ..e amen, anche quel sogno è svanito! E potrei continuare con un elenco molto lungo di piccoli insuccessi... ogni insuccesso che si ricordava, si rideva con intensità sempre maggiore, fino alle lacrime... E ora che ci penso, anche questo mio blog non ha un gran successo! ;)
E che ve lo dico a fare.. forse è meglio rinunciare?
Alla prossima.
Ciao :)

martedì 5 gennaio 2016

Voglia di piangere


Ti prende all' improvviso senza un motivo apparente, senti che si avvicina, non puoi trattenere vorresti urlare e piangere forte, tirare fuori uno di quei pianti che ti escono dall' anima. Poi ti blocchi, c'è gente intorno a te, non puoi, non sta bene, ti chiederanno, che c'è? Cosa ti è successo? E no, il pianto è solo tuo, proprio non ti va di condividerlo, con nessuno!
Perché una ragione non c'è. Perché deve per forza esserci un motivo?!  È uno sfogo una liberazione un' esplosione!
Bum!
 Poi più nulla.
Ritorna il sereno, perché, come ho già detto è solo uno sfogo! Una volta liberata dal macigno, si ritorna alla solita vita, monotona, piatta, insignificante,  deludente, uguale a se stessa.
Insulsa vita.
Alla prossima.
Ciao.

venerdì 25 dicembre 2015

Certe feste


Certe feste portano con sè profondi magoni difficili da gestire. Specie se tali magoni sono una conseguenza della  consapevolezza degli impedimenti causati dal destino avverso...
Avverso! Nulla potrà cambiare il proprio stato vitale, nessun tipo di concentrazione mentale messo in atto per cambiare lo stato delle cose, nessun tipo di preghiera al sommo Dio, nessun tipo di complicati lambicchi da applicare sul corpo che servano ad attirare a sè quel desiderio profondo collocato nella propria mente che pervade ogni atomo ogni molecola del proprio corpo e del proprio cervello!
Sforzi inutili!
Quell' oggetto d'amore rimane sempre là, lontano, come appiccicato su una galassia lontana anni luce che il tuo limitato potere terreno non potrà mai aiutarti a raggiungerlo per sradicarlo!! È lì, non si muove!! Non si sposta di un millimetro!! E ti arrabbi poi ti calmi poi non ti vuoi rassegnare ma finisci per arrenderti!!! Cazzo!!
E allora realizzi che l' unica cosa che ti rimane da fare è sperare che ci possa essere una vita dopo la morte, un' altra vita che ti dia la possibilità di riscattarti.
Alla prossima!
Ciao.

giovedì 10 dicembre 2015

Ingiustizia



Un ragazzo che nel suo subconscio prova rancore nei confronti di una persona per colpa di una situazione che altri hanno volutamente creato ma scarica la propria rabbia solo su quella persona, è una cosa inaccettabile.
In fondo l 'errore è stato commesso da una terza persona, perché allora le colpe deve accollarsene colei che non ha nessuna responsabilità?
Se un genitore è stato sempre assente per mancanza di responsabilità, perché suo figlio se la prende con l' altro genitore più debole e che perdipiù non ha colpa, assumendo atteggiamenti arroganti e sprezzanti?
L'atteggiamento arrogante nei confronti di una madre che compie il proprio dovere, infliggerle una colpa per qualcosa che non ha fatto, ha il sapore di una non ben definita vendetta. Oserei dire che è addirittura un comportamento da vigliacchi.
Qui però bisognerebbe interpellare un esperto perché è davvero dura da interpretare. Più e più volte e per molti anni si tenta di dare una risposta a questo quesito ma quando si è direttamente coinvolti, la spiegazione può risultare deviata, allora si cerca di uscirne dando sfogo alla fantasia perché se si tenta di dare una spiegazione logica o scientifica si finisce per impazzire. Già...
Alla prossima
Ciao

venerdì 27 novembre 2015

La vita vissuta



La vita vissuta si sa, non è mai o quasi mai quella che si è sognato di vivere. Il problema è che quando ci si rende conto è già troppo tardi. Da ragazzi si sogna e si pongono degli obbiettivi, da adulti poi si creano inevitabilmente situazioni che determinano un certo cambiamento interiore, così, il tipo di vita che si vorrebbe vivere da adulti improvvisamente non è più  la stessa che si credeva di desiderare.
Ed ecco che arriva il conflitto. Il problema è che nello stesso momento in cui ci si accorge di ciò, si realizza che è troppo tardi anche solo per pensare ad un eventuale cambiamento. Si pensa, si ripensa, si rimugina, ci si pente, ci si deprime ma non si rimedia.
L'unica cosa da fare è sognare. Che tristezza però! Sapere che fino alla fine dei propri anni non ci sarà spazio nè possibilità di realizzare quello che si è convinti essere il sogno della vita.
E se invece ci fosse una seconda possibilità? Se cioè come affermano certe religioni c'è una reincarnazione dopo la morte? Io già mi prenoterei, vorrei innanzitutto nascere uomo, perché si sa, i vantaggi sono garantiti e poi vorrei incontrare qualcuno che ho perso "per strada" ma che avrei preferito avere accanto a me per sempre. Ma soprattutto vorrei essere quella persona che non son riuscita ad essere: forte, determinata, positiva, mai vulnerabile, in una parola: stronza.
Alla prossima
Ciao :-)

venerdì 13 novembre 2015

Codardi


Spesso faccio fatica ad accorgermi quando alcune persone che incontro nel corso della mia vita mi prendono in giro. Per fortuna ogni tanto mi succede di aprire gli occhi, acuire il mio senso logico e sfoderare il mio pensiero cattivo latente, grazie al quale capisco finalmente che questa gente mi sta letteralmente prendendo per i fondelli. 
Tempo fa chiesi a codeste false persone un consulto con il loro figliolo che ha la mia stessa passione; al momento non ci fu alcuna risposta da parte loro però in compenso (si fa per dire) , nei mesi successivi, si sono interessati, in maniera direi un po' esagerata, procurandomi brochure sopra brochure di corsi di ogni genere e ogni prezzo. Lì per lì ho apprezzato questa cordialità ma poi, riflettendoci bene, ho capito che il motivo di tutto questo interesse era dovuto al solo intento di tenermi lontano dal loro figliolo.  Tempo dopo ancora un altro episodio simile sempre con le stesse persone.. Capisco che per le persone codarde dire in faccia la verità risulta un po' difficile, però quando poi tu, codardo, vieni da me per chiedere un consulto tecnico, cosa dovrei fare io? Mandarti a fare dei corsi per imparare? O mandarti a quel paese per essermi accorta che la tua è solo una falsa amicizia? 
Cerco di rimanere calma e continuerò come ho sempre fatto, con un vaffa nascosto dietro i miei sorrisi. 
Alla prossima. 
Ciao. 

venerdì 6 novembre 2015

L' invidia


Confesso che questa è una parola che fino a qualche anno fa non conoscevo affatto. La parola in sè per sè certo, la conoscevo ma era il tipo di sentimento che non riconoscevo in quanto mai provato.  Si prova invidia per qualcuno quando questi possiede determinate cose in più rispetto a noi, che sia denaro, bellezza, intelligenza, un compagno o marito più ricco o più bello o una villa più grande e più bella, un lavoro più remunerativo ... l'elenco  può durare all'infinito. Insomma quando tu hai più di me. Generalmente si è mossi da questo tipo di sentimento quando conduciamo una vita non proprio soddisfacente motivo per cui, quando si guarda l'altro più fortunato di noi, scatta nel proprio inconscio un desiderio di voler occupare il suo posto o nei casi estremi si può arrivare addirittura a desiderare di eliminare la suddetta persona .  
Un esempio eclatante che mi viene in mente è la riuscita di un progetto come nel mio caso, questo mio Blog. Per far si che abbia successo si conta sul sostegno degli amici, credendo ingenuamente che costoro siano fedeli all'impegno preso con te per la divulgazione del sito. Ci si fida ma poi la realtà è ahimè diversa. Quelli su cui credevi di contare non hanno mosso un dito per far sì che il tuo Blog crescesse.  È lì che ti accorgi che probabilmente questa gente è mossa dal desiderio di vederti piuttosto sprofondare che non emergere, appunto mossi dall' invidia. 
Questa realtà è dura innanzitutto da ammettere ma ancor più dura è accorgersi che persone in cui credi e hai sempre creduto, si comportino invece in maniera infame e infamante. 
Personalmente questo tipo di sentimento, l' invidia appunto, non l'ho mai provata e spero di non doverla mai provare, perché amo occuparmi del mio benessere e non ho tempo di stare a guardare la condizione e la vita dell' altro. 
Bè ogni tanto uno sfogo me lo dovete concedere. 
Sempre con il sorriso, alla prossima. 
Ciao :-)