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domenica 21 febbraio 2016

Il matrimonio


Quando due persone decidono di sposarsi sono o meglio dovrebbero essere consapevoli di fare una scelta piuttosto impegnativa. Scelgono di amarsi, sì, ma anche di rinunciare. Perché volenti o nolenti a qualcosa si deve rinunciare, specie se la coppia mette al mondo uno o più figli. Rinuncia. Questo è il punto focale della discussione. Si, perché se a rinunciare è solo uno dei due, allora il matrimonio viene vissuto diciamo negativamente solo da una persona. Se l' altro non conosce la parola  'rinuncia' e continua a comportarsi come se fosse ancora single, bè qui c'è qualcosa che non va, manca l'equilibrio, non c'è equità! La domanda è: può un simile matrimonio reggere a lungo? Quanto tempo potrà sopportare  tutto questo, la 'dolce metà' che sta rinunciando ai propri spazi, alla propria libertà? Poco, si risponderebbe! Eh, in teoria sì ma in pratica chi si sacrifica è spesso la persona più debole, colei o colui che non ha i mezzi per fare una scelta che gioverebbe alla sua anima, cioè mollare. La persona che non rinuncia, naturalmente vive la sua condizione con assoluta tranquillità e per giunta è convinto che tutto vada liscio, che la vita è bella e che senza dubbio tutto puó continuare come prima, come sempre.
Eh no! Purtroppo non sempre le cose vanno come le immaginiamo..
Alla prossima.
Ciao.

martedì 5 gennaio 2016

Voglia di piangere


Ti prende all' improvviso senza un motivo apparente, senti che si avvicina, non puoi trattenere vorresti urlare e piangere forte, tirare fuori uno di quei pianti che ti escono dall' anima. Poi ti blocchi, c'è gente intorno a te, non puoi, non sta bene, ti chiederanno, che c'è? Cosa ti è successo? E no, il pianto è solo tuo, proprio non ti va di condividerlo, con nessuno!
Perché una ragione non c'è. Perché deve per forza esserci un motivo?!  È uno sfogo una liberazione un' esplosione!
Bum!
 Poi più nulla.
Ritorna il sereno, perché, come ho già detto è solo uno sfogo! Una volta liberata dal macigno, si ritorna alla solita vita, monotona, piatta, insignificante,  deludente, uguale a se stessa.
Insulsa vita.
Alla prossima.
Ciao.

venerdì 27 novembre 2015

La vita vissuta



La vita vissuta si sa, non è mai o quasi mai quella che si è sognato di vivere. Il problema è che quando ci si rende conto è già troppo tardi. Da ragazzi si sogna e si pongono degli obbiettivi, da adulti poi si creano inevitabilmente situazioni che determinano un certo cambiamento interiore, così, il tipo di vita che si vorrebbe vivere da adulti improvvisamente non è più  la stessa che si credeva di desiderare.
Ed ecco che arriva il conflitto. Il problema è che nello stesso momento in cui ci si accorge di ciò, si realizza che è troppo tardi anche solo per pensare ad un eventuale cambiamento. Si pensa, si ripensa, si rimugina, ci si pente, ci si deprime ma non si rimedia.
L'unica cosa da fare è sognare. Che tristezza però! Sapere che fino alla fine dei propri anni non ci sarà spazio nè possibilità di realizzare quello che si è convinti essere il sogno della vita.
E se invece ci fosse una seconda possibilità? Se cioè come affermano certe religioni c'è una reincarnazione dopo la morte? Io già mi prenoterei, vorrei innanzitutto nascere uomo, perché si sa, i vantaggi sono garantiti e poi vorrei incontrare qualcuno che ho perso "per strada" ma che avrei preferito avere accanto a me per sempre. Ma soprattutto vorrei essere quella persona che non son riuscita ad essere: forte, determinata, positiva, mai vulnerabile, in una parola: stronza.
Alla prossima
Ciao :-)

martedì 7 luglio 2015

Ricordo indelebile



A un certo punto della tua vita ti ritrovi a ripercorrere gli innumerevoli avvenimenti del tuo passato e improvvisamente ti accorgi che tutte le volte tendi a soffermarti sullo stesso ricordo e realizzi che è stato quello, proprio quello l' avvenimento che ha maggiormente segnato la tua vita. In quel momento l' unica cosa che desidereresti fare è riavvolgere il nastro o in gergo moderno resettare e ripartire da quel punto.
Quell' episodio ha segnato per sempre la tua vita, ha violentato la tua anima immacolata e spensierata e ti ha trasformata, catapultandoti in una dimensione nuova ma arida. Dopo trenta lunghissimi anni sei nel pieno delle tue facoltà mentali, più matura e realizzi che quella trasformazione era subìta passivamente ed ingenuamente e che non eri veramente cosciente di ciò che stava per succederti nè eri consapevole delle conseguenze che potevano esserci nei tuoi anni futuri. 

La tua freschezza, la tua gioia di vivere, la tua spensieratezza, i tuoi sogni, tutto inesorabilmente perso in un unico gesto, forse un errore, forse una lezione di vita necessaria, chissà.
Alla prossima.